Collezioni Modenesi
Oltre alle immagini un "tesoro" fatto anche di volumi antichi di opere in dialetto e manifesti
La città raccontata in 14mila foto
La biblioteca Poletti ha catalogato e messo in rete la raccolta di Tonini
Ritratto di sciatori del secolo scorso
Un'altra fotografia della collezione Tonini
Un foto del catalogo
Di Michele Fuoco
Modena. Una storia per immagini: sono le 14 mila foto che Umberto Tonini ha raccolto in 50 anni e che rendono conto di luoghi, personaggi ed avvenimenti dalla fine dell'800 alla prima metà del 900. Immagini catalogate dalla Biblioteca Poletti, cui gli eredi Tonini le hanno affidate.
Un libro aperto su Modena e alcuni paesi, come Nonantola, Castelnuovo, Castelvetro, Maranello, Roccamalatina, Sestola, per raccontare di uomini e cose di cui si 4, in molti casi, perduta la memoria.
Si tratta di una straordinaria fonte di documentazione che il collezionista modenese, morto nel 1957, all'eta di 68 anni, ha messo insieme in tanti anni di assidue ricerche, impegnando soldi, tempo e fatica per offrire un panorama completo su vicende ampiamente differenziate, dalla politica alla cultura, dall'archittetura all'urbanistica, dagli aspetti sociali a quelli economici. È singolare vedere nei 32 album che raccolgono le fotografie (originali, riproduzioni e prove di stampa) che le immagini sono accompagnate da articoli di giornali, da opuscoli che consentono un quadro storico efficace e, per 1'osservatore, una presa in diretta, visualizzata e raccontata, dei singoli episodi, con rimandi a persone e luoghi modenesi, ma anche "all'attivita di validi studi fotografici (Orlandini, Bandieri, Goldoni, Barbieri, Lusvardi, Frassoldati, Pedroni, Sorgato, vignoli, Vivi) che operavano a Modena, di cui − dice Meris Belloi, direttrice delle biblioteche comunali −
Tonini si serviva per fare una collezione di sicuro interesse".
Una collezione ritenuta, alla scormparsa di Tonini, di estrema rilevanza, tanto che il eronista della Gazzetta dell'Emilia si augurava che essa, importante ed unica documantazione, potesse "un giorno entare a far parte delle civiche raccolte o di qualche istituto culturale cittadino, sotto forma di cessione o di deposito da parte di familiari". Un augurio profetico, in quanto le fotografie sono ora in corso di catalogazione attraverso internet, per "dare visibilità − sostiene la Belloi −, anche a livello internazionale, per studiosi e ricercatori.
Un'operazione digitale, seguendo la disposizione delle immagini data dal collezionista, che ha visto, come evidenzia Giuseppina Benassati, il finanzionamento della Soprintendenza regionale ai beni librari e documentari, e anche la partecipazione dell Provincin che, affenna Raffaella Manelli, direttrico del centro di documentazione, farò tesoro di questa esperienza che altre biblioteche del territorio seguiranno. Si sta lavorando dal 2002 e oltre 6 mila immagini sono visualizzate nel catalogo on line a bassa risoluzione. Naturalmente si 4 puntato anche, come sostiene Maria Elisa Della Casa, responsabile dei fondi storici della Poletti, ad un piano conservative a lungo termine anche se la Biblioteca le ha ricevute in deposito per 20 anni. − Un bel patrimonio visivo (conservato integro dagli eredi), fruibile dalla cittadinanza che − sotttolinea Simona Tonini, nipote della collezionista − vuol essere un tributo al lavoro del nonno che ha speso una vita intera a raccogliere anche volumi, riviste manisfesti..."
Una vera passione che consente oggi di vedere cerimonie civili e militari, cerimonie po1tiche, scene di divertimento, costumi modenesi, 1'occupazione tedesca e 1'arrivo degli alleati, i partigiani e la liberazione, demolizioni e ricostruzioni. E persino indicendi e disgrazie.
Colombi, balsamico, documenti
Una vita all'insegna della passione
MODENA. Non solo fotografie divise, mette in luce Daniele De Luigi, catalogatore del prezioso fondo Tonini, in 110
temi, ma anche 500 volumi, in parte antichi, un miglinio di ospuscoli, 250 opere, per lo pifi dattiloscritte, in dialetto modenese, 350 manifesti e volantinipolitici, un miglinio di fascicoli, di riviste di attualith e satirico−umoristiche sono andati alla Poletti. Un interesse esteso, nell'abitazione di via
Battisti, ai colombi viaggiatori nell'altana, alle botti del balsamico, alle piante di limoni e alla vite sul terrazzo, alle piante grasse, alle opere diartistimodenesi. La famiglia
benestante (primo di 8 figli) gli consentiva tante possioni. Dopo il lavoro in salumeria, ecco, dopo il ritorno dalla guerra, l'impiego di segretario della Cooperativa muratori, il
pensionamento. Era sposato, nel l919, con Dirce Prosperi e
padre di tre figli: Sergio Alfiero e Nazarena.
Pubblicato su "GAZZETTA DI MODENA"
del 28.03.2006